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SOSTA CON CAMERA
IL MOTEL
FORSE IL PIU CELEBRE DEI SIMBOLI AMERICANI HA
PIU DI SETTANTA ANNI. LE INCONFONDIBILI COSTRUZIONI HANNO CONTRIBUITO, ASSIEME
ALLAUTOMOBILE, A SCRIVERE LA STORIA DEGLI STATI UNITI. OGGI RIMANGONO IL MODO
PIU COMODO, INTELLIGENTE ED ECONOMICO DI PERNOTTARE "ON THE ROAD"
Questa
ineguagliabile icona del paesaggio stradale americano fece la sua prima comparsa intorno
al 1925, come spartano luogo di ristoro notturno per i primi automobilisti, e anno dopo
anno è divenuta anche nellimmaginario collettivo uno dei simboli della cultura e
dello stile di vita americano, nel bene e nel male.
La generazione Beat avrebbe trovato ben arduo compiere i suoi epici on the road da
costa a costa senza i motels: quel geniaccio rock di Frank Zappa intitolò 2000 motels
uno dei suoi dischi più riusciti.
Oggi dormire in un motel significa, quasi sempre, avere a disposizione una stanza piena di
luce, pulita, i servizi igienici, la televisione, letto gigante e aria condizionata.
Il motel anni 2000 non somiglia alle baracche che ne anticiparono levento negli anni
20, quando il viaggio on the road veniva detto anche gipsying:
letteralmente tradotto "fare gli zingari". Nel giro di pochi decenni,
lattività del turismo motorizzato, poco costosa, individualistica e soprattutto
romantica, si trasformò in un fenomeno diffusissimo, che creò un giro di affari
gigantesco.
Lo spirito del motel non è la comodità ma la libertà.
Con la produzione in massa dellautomobile, agli americani si aprirono
improvvisamente nuovi orizzonti, al di là dei limiti imposti dalla ferrovia.
Un po anarchico e insofferente a ogni costrizione, il viaggiatore americano partì
alla ricerca di strade secondarie, di cittadine di provincia e di campi coltivati a
perdita docchio. La meta non importava, importava il movimento.
Le tappe del viaggio erano un intermezzo estemporaneo, imprevisto. Con lauto ci si
poteva fermare ovunque si volesse: in un campo, in un villaggio, ovunque un sorriso amico
fosse particolarmente invitante.
Lasciata alle spalle le già inquinate città moderne e industrializzate, con il loro
caotico affollamento, lautomobilista andava alla ricerca di contatti non
convenzionali con gli altri americani che vivevano ancora in una società preindustriale.
Il motel moderno nacque quando, intorno agli anni 20, le amministrazioni cittadine
che sorgevano lungo le strade principali, preoccupate dallaffollamento dei
campeggiatori, cominciarono ad attrezzare degli spazi con luce elettrica, acqua calda e
cucine centralizzate, affittandoli per cifre assai modeste. Nel 1925 qualcuno ebbe
lidea di costruire dei bungalow, completamente spogli allinterno per timore
che i viaggiatori potessero portare via larredamento.
In seguito comparvero i primi letti, poi le lenzuola, le stufe e i servizi igienici. Col
tempo i servizi migliorarono mentre i nomi divennero fantasiosi, caratterizzati
dalluso di vocaboli inglesi con luso della K al posto della C come "U
KUM INN" la cui pronuncia è uguale a quella della frase "VIENI
DENTRO".
Il termine "motel", ibrido generato dalla fusione di motor e hotel,
nacque in California a San Luis Obispo, dove sulla strada 101 fu aperto un albergo per
automobilisti che il proprietario Jamos Vail battezzò "Motel Inn".
ledificio, in stile coloniale, è stato demolito purtroppo una decina di anni fa.
Nel 1981 il mensile FORTUNE scrisse" Se la strada è un organismo, il motel è
una sua cellula, un caso interessante di antropologia e di cultura popolare. Una vera e
propria istituzione americana".
Negli anni 50 larredamento si arricchisce e valenti architetti sono chiamati a
disegnare le nuove catene di motel, ciascuna con uno stile diverso per fare leva sulla
nostalgia del viaggiatore. Elemento architettonico indispensabile è linsegna al
neon, di colore sgargiante, con lindicazione Vacancy o No Vacancy che si
poteva leggere a distanza.
Dormire oggi in un motel negli Stati Uniti è comodo e sopratutto conveniente: in una
camera possono alloggiare anche 4 persone.
I vecchi e pittoreschi motel che ricordano lo spirito avventuroso del passato bisogna
andarseli a cercare e sono purtroppo destinati a scomparire. Si trovano solo lungo le
strade minori, quei nastri dasfalto silenziosi e rettilinei che il giovane Jak
Kerouac, autore del romanzo "Sulla Strada" percorse negli anni 50 alla
ricerca dellanima perduta dellAmerica
LA STORIA
I MOTELS
HANNO SCRITTO HARLEY DAVIDSON
GLI 8 STATI DELLA 66
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