IN VIAGGIO SULLA ROUTE 66 

Get Your Kicks on Route 66 - Bobby Troup: if you ever plan........

info@touristcoop.it

HOME PAGE

PERCHE' ROUTE 66
LA STORIA
I MOTELS
HARLEY DAVIDSON
GLI 8 STATI
WEB CAM
LE MIGLIA DELLA 66
CANZONI by B. TROUP
MUSICA CONTRY
HANNO SCRITTO
CLUB ROUTE 66
VIAGGI & AVVENTURE
FLY & DRIVE
VIAGGI ORGANIZZATI
A CAVALLO
IN BICICLETTA
A PIEDI
AVIS AUTONOLEGGIO
LE RUBRICHE

UN BENVENUTO E UN SALUTO AI NAVIGANTI CHE VISITANO QUESTO SITO

SOSTA CON CAMERA

IL MOTEL      

FORSE IL PIU’ CELEBRE DEI SIMBOLI AMERICANI HA PIU’ DI SETTANTA ANNI. LE INCONFONDIBILI COSTRUZIONI HANNO CONTRIBUITO, ASSIEME ALL’AUTOMOBILE, A SCRIVERE LA STORIA DEGLI STATI UNITI. OGGI RIMANGONO IL MODO PIU’ COMODO, INTELLIGENTE ED ECONOMICO DI PERNOTTARE "ON THE ROAD"

Questa ineguagliabile icona del paesaggio stradale americano fece la sua prima comparsa intorno al 1925, come spartano luogo di ristoro notturno per i primi automobilisti, e anno dopo anno è divenuta anche nell’immaginario collettivo uno dei simboli della cultura e dello stile di vita americano, nel bene e nel male.
La generazione Beat avrebbe trovato ben arduo compiere i suoi epici on the road da costa a costa senza i motels: quel geniaccio rock di Frank Zappa intitolò 2000 motels uno dei suoi dischi più riusciti.
Oggi dormire in un motel significa, quasi sempre, avere a disposizione una stanza piena di luce, pulita, i servizi igienici, la televisione, letto gigante e aria condizionata.
Il motel anni 2000 non somiglia alle baracche che ne anticiparono l’evento negli anni ’20, quando il viaggio on the road veniva detto anche gipsying: letteralmente tradotto "fare gli zingari". Nel giro di pochi decenni, l’attività del turismo motorizzato, poco costosa, individualistica e soprattutto romantica, si trasformò in un fenomeno diffusissimo, che creò un giro di affari gigantesco.
Lo spirito del motel non è la comodità ma la libertà.
Con la produzione in massa dell’automobile, agli americani si aprirono improvvisamente nuovi orizzonti, al di là dei limiti imposti dalla ferrovia.
Un po’ anarchico e insofferente a ogni costrizione, il viaggiatore americano partì alla ricerca di strade secondarie, di cittadine di provincia e di campi coltivati a perdita d’occhio. La meta non importava, importava il movimento.
Le tappe del viaggio erano un intermezzo estemporaneo, imprevisto. Con l’auto ci si poteva fermare ovunque si volesse: in un campo, in un villaggio, ovunque un sorriso amico fosse particolarmente invitante.

Lasciata alle spalle le già inquinate città moderne e industrializzate, con il loro caotico affollamento, l’automobilista andava alla ricerca di contatti non convenzionali con gli altri americani che vivevano ancora in una società preindustriale.
Il motel moderno nacque quando, intorno agli anni ’20, le amministrazioni cittadine che sorgevano lungo le strade principali, preoccupate dall’affollamento dei campeggiatori, cominciarono ad attrezzare degli spazi con luce elettrica, acqua calda e cucine centralizzate, affittandoli per cifre assai modeste. Nel 1925 qualcuno ebbe l’idea di costruire dei bungalow, completamente spogli all’interno per timore che i viaggiatori potessero portare via l’arredamento.

In seguito comparvero i primi letti, poi le lenzuola, le stufe e i servizi igienici. Col tempo i servizi migliorarono mentre i nomi divennero fantasiosi, caratterizzati dall’uso di vocaboli inglesi con l’uso della K al posto della C come "U KUM INN" la cui pronuncia è uguale a quella della frase "VIENI DENTRO".
Il termine "motel", ibrido generato dalla fusione di motor e hotel, nacque in California a San Luis Obispo, dove sulla strada 101 fu aperto un albergo per automobilisti che il proprietario Jamos Vail battezzò "Motel Inn". l’edificio, in stile coloniale, è stato demolito purtroppo una decina di anni fa.
Nel 1981 il mensile FORTUNE scrisse" Se la strada è un organismo, il motel è una sua cellula, un caso interessante di antropologia e di cultura popolare. Una vera e propria istituzione americana".
Negli anni ’50 l’arredamento si arricchisce e valenti architetti sono chiamati a disegnare le nuove catene di motel, ciascuna con uno stile diverso per fare leva sulla nostalgia del viaggiatore. Elemento architettonico indispensabile è l’insegna al neon, di colore sgargiante, con l’indicazione Vacancy o No Vacancy che si poteva leggere a distanza.

Dormire oggi in un motel negli Stati Uniti è comodo e sopratutto conveniente: in una camera possono alloggiare anche 4 persone.
I vecchi e pittoreschi motel che ricordano lo spirito avventuroso del passato bisogna andarseli a cercare e sono purtroppo destinati a scomparire. Si trovano solo lungo le strade minori, quei nastri d’asfalto silenziosi e rettilinei che il giovane Jak Kerouac, autore del romanzo "Sulla Strada" percorse negli anni ’50 alla ricerca dell’anima perduta dell’America

LA STORIA    I MOTELS   HANNO SCRITTO    HARLEY DAVIDSON   GLI 8 STATI DELLA 66 

HOME PAGE