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MAIN STREET OF AMERICA
La
cattiva notizia è che la ROUTE 66 non esiste più.
Nata
nel 1926, la ROUTE 66 nel 1985 è stata dichiarata “dismessa” o meglio
“non più autorizzata” secondo quanto stabilito dalla legge.
Rappresentava il primo tentativo americano di creare una strada moderna che
attraversava diversi centri abitati e commerciali, simbolo più eloquente
della “open road”, di quello
che, ancora oggi, il turista che si sposta in auto desidera trovare.
Perso il suo status di strada nazionale, la maggior parte delle sue 2.272
miglia sono oggi dismesse o addirittura non esistono più.
La buona notizia e’ che alcuni tratti di quella strada, che
simboleggiava un tempo il non plus ultra dei juke-box e dei flippers
d’America, vengono oggi recuperati da comunità locali.
I fanatici degli anni ’50 possono trovare ancora una alternativa nostalgica
alle autostrade interstatali 55, 44, 40 che collegano Chicago a Los
Angeles.
Dagli anni ’20 fino al 1984 la US 66 è stata una delle più importanti
strade americane di collegamento fra l’est e l’ovest, è stata immortalata
nella canzone di Bobby Troup “Get your kicks on Route 66”, dai libri di John Steinbeck e di Jack
Kerouac, dai films e da lunghi serials televisivi.
La Route 66 costituiva la Main Street di tante città e cittadine e collegava Chicago, sui
grandi laghi, a Santa Monica sull’oceano Pacifico.
Durante
gli anni ’30, stipate nelle
Ford modello T
,

che avevano sostituito i carri coperti dei pionieri di 90 anni prima, centinaia di
migliaia di famiglie si spostarono verso ovest per sfuggire alla Grande Depressione e
cercare fortuna in California. La Route 66 altro non fu per loro che la moderna "Pista dellOregon".
Più tardi, negli anni 40 e 50, prima dellevento dei viaggi organizzati
e dei voli charter, le famiglie andavano in vacanza in macchina.
Decapottabili rosa e Harley Davidson percorrevano i fantastici scenari desertici verso i
nuovi luoghi di villeggiatura del sudovest americano. Lungo la strada, stazioni di
servizio, ristorantini familiari ( i così detti "Mom and Pop"), diner (specie
di caffè un tempo a forma di vagone ristorante) ed altre attrattive davano un
colore del
tutto particolare alla Route 66.
Per i viaggiatori era la "Main Street of America" così definita da John
Steimbeck nel suo libro Furore.
Furono costruite tangenziali e
progettate strade alternative. Nel giro di breve tempo, a
seguito dellaumento del numero delle autostrade interstatali, in particolare con
lapertura della I-40, i viaggiatori che percorrevano le grandi distanze
abbandonarono la Route 66 per le nuove autostrade a multicorsie.
Ma la Route 66 sopravvive nelle opere di John Steimbeck e Jack Kerouac, nelle canzoni di
Bobby Troup, nei films e nelle ritrasmissioni di famosi serial televisivi e, cosa più
importante, nel cuore e nella mente delle comunità che sorgono lungo la strada e che
desiderano restaurare lAmerica di un tempo per i loro figli e per i visitatori che
provengono da tutte le parti del paese e del mondo.
Uno dei tratti più lunghi della Route 66 originaria, oggi meta dei turisti, è quello
delle 42 miglia delle "Black Mountains" vicino a Flagstaff in Arizona.
I proprietari dei locali, dinner e motel originari che sorgono nei dintorni di Flagstaff
si sono riuniti per ricreare latmosfera e la storia di quella che un tempo era nota
come la "National Old Trail Road" su cui era cresciuta lautomobile.
Il locale più noto è il "Museum Club" sullarteria principale di
Flagstaff, la Route 66. Deve il suo nome al fatto che originariamente ospitava una
raccolta di animali imbalsamati e oggetti indiani che attiravano frotte di turisti di
passaggio ma divenne famoso quando, alla fine del proibizionismo, fu trasformato
nellattuale locale di musica country.
Negli anni 60 e 70, alcuni nomi celebri fra cui Willie Nelson, Waylon Jenning
e Barbara Mandrell si erano esibiti in questo locale durante la loro scalata al successo.
Oggi il Museum Club ospita il "Route Car Club" e una ricca collezione di oggetti
della Route 66, alcuni dei quali sono in vendita.
Lungo tutta la strada che parte da Chicago, automobilisti, camperisti e motociclisti
troveranno sempre un motel con tutte le comodità o campeggi provvisti di tutti i
comforts.
LA STORIA I MOTELS
HANNO SCRITTO
HARLEY DAVIDSON GLI 8 STATI DELLA 66
CANZONI
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