IN VIAGGIO SULLA ROUTE 66 

Get Your Kicks on Route 66 - Bobby Troup: if you ever plan........

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Nord-Est Argentina
un trekking che parte da Humahuaca alla ricerca della Laguna de Leandro che si trova a 4.000 metri di altezza:
un passaporto per la solitudine.

 

Nessuno può immaginare che nella pre-cordigliera salto-jujena, in un posto meraviglioso in mezzo alle montagne a 4.000 metri sopra il livello del mare, esista uno specchio d'acqua come la Laguna de Leandro. Questa si trova a 30 chilometri dalla città di Humahuaca, da dove inizia questa avventura.

Entreremo nella sua misteriosa e attraente leggenda, goderemo del paesaggio della quebrada e dei pittoreschi monti colorati con un viaggio nel cuore di una natura apparentemente inospitale.

E' mezzanotte, ora giusta degli incanti,  per le apparizioni e le leggende sui fantasmi che vivono in questi luoghi. Si sale in auto a Ronque, piccolo paesino montano composto da una chiesa, da una scuola e alcune casette sparse.
Qui finisce la strada e comincia un angusto cammino.
Ronque deve il suo nome all'abbondanza di pietre di Tamano.
La notte in montagna ci obbliga  ad accorciare il passo, l'altura comincia a far sentire i suoi effetti e il freddo aumenta progressivamente. Dopo due ore di cammino decidiamo di accovacciarsi in una depressione del terreno per proteggersi dal vento: li improvvisiamo un accampamento e ci addormentiamo contemplando l'immenso cielo pieno di stelle.

Al mattino ci svegliamo con il freddo addosso quindi dedichiamo alcuni minuti ad una ginnastica riscaldatrice. Dopo facciamo colazione con una frutta e proseguiamo il cammino.
Camminando lungo la costa del monte arriviamo a un puesto: rustica costruzione che costituisce rifugio ai pastori.
Il sole inizia a colpirci con i suoi raggi: parlando molto poco e camminando molto arriviamo in cima alla montagna.
Riposiamo in un largo spazio da dove si osserva un panorama di tutto il tragitto che abbiamo fatto e di quello che ancora ci aspetta: ci troviamo a circa 3.800 metri.
Davanti ai nostri occhi un attraente paesaggio con tutta la sua selvaggia natura mentre una fredda brezza, asciugando il nostro sudore, ci fa rabbrividire.
Tutta la mattina trascorre così, camminando sulle falde delle montagne in mezzo a yaretas, a molte piante spinose e pietre di tutti i tipi  ma non ci appare ancora la Laguna de Leandro. Siamo tutti stanchi e ansiosi, i piedi quasi non ci rispondono più. Dopo mezzogiorno arriviamo su una cima da dove ci appare, quasi un miraggio,  una punta d'acqua che riflette la luce del sole. Scattate alcune foto iniziamo a scendere velocemente, dimenticando la fatica e  presi dal desiderio di arrivare.

La Laguna de Leandro ha una infinità di leggende: da quella che vi sia nascosto un tesoro all'apparizione di due cavalli bianchi che nessuno riesce mai a raggiungere.
Effettivamente è una Laguna veramente speciale con una aureola di mistero: basta pensare che trovandosi a 4.000 metri non manca mai l'acqua e si possono pescare trote e cacciare anatre. Ha una attraente forma a otto in mezzo a montagne prive di alberi e cactus.
Poniamo l'accampamento vicino al torrente che alimenta la laguna e finalmente mangiamo bevendo, a sazietà, l'acqua limpida del torrente!!!
In serata ci dedichiamo alla sistemazione del campo, mentre alcuni cercano un po' di legna noi accendiamo il fuoco. Come combustibile usiamo paglia secca e tola, l'unico arbusto che cresce a questa altura.
Una sobria cena, che a noi sembra un pranzo, rifocilla le nostre stanche membra.
Il tempo di stare un po' a cantare che il cielo si e' oscurato per cui decidiamo di andare a dormire al riparo delle nostre tende e nei nostri sacchi a pelo.

Ci alziamo al mattino quando il sole è già alto poiché se ci fossimo alzati troppo presto saremmo morti congelati.
Una volta alzati sentiamo ancora freddo e per scaldarci decidiamo di fare il giro della laguna in compagnia delle anatre che volano sopra le nostre teste.
Dopo il giro torniamo al nostro accampamento per prendere un tè bello caldo con dei biscotti.
Poi smontato l'accampamento e preparati i nostri zaini, a mezzogiorno partiamo lasciando la Laguna de Leandro dirigendoci alle case di Chorcàn.
Lasciando alla sinistra  una collina che si affaccia sulla laguna arriviamo alla apacheta che corona l'insenatura.
Lì facciamo una offerta alla Pachamama perché ci assista durante il viaggio. È un luogo unico, con un sentiero poco transitato da quelli che vengono da Humahuaca diretti a Chocaràn. Attraversiamo una piccola valle  dove pascolano dei lama che ci guardano passare e tranquilli posano per alcune foto.
Seguiamo il sentiero respirando e godendo di quell'aria pura che ci ha accompagnato per tutto il viaggio.
Arriviamo a Chorcàn alle ore 14.00 ci mettiamo all'ombra perché il sole sta picchiando con tutte le sue forze sulle nostre teste. Dopo un breve riposo percorriamo la strada del paesino dove l'unica costruzione in pietra è la scuola, le altre casette sono di adobe con tetto di legno e paglia. Parliamo con alcuni abitanti e compriamo un pane circolare cotto al forno a legna che mangiamo insieme a del riso poco condito.

Lasciato Chocoràn partiamo per Aparzo, altro paesino agreste della precordigliera. Lungo la strada incrociamo una specie di mesada dove si trova un campo da pallone: ci viene naturale pensare come sia possibile giocare una partita a 3.600 metri di altezza!!
Arriviamo ad Aparzo alle ore 17.00 e ci accomodiamo in una casa, vicino alla chiesa, dove ci offrono acqua bollente con la quale facciamo un ricco caffè. Dopo un breve riposo proseguiamo per raggiungere un'altra laguna della cui ubicazione chiediamo informazione alla gente del luogo. Ci vogliono tre ore di cammino raggiungiamo la Laguna de Aparzo. Questa è più piccola di quella di Leandro ma anche questa è abitata dalle anatre che ci salutano con il loro qua qua qua ……
Montiamo l'accampamento in una zona alta perché sta arrivando una tempesta. Tutti siamo stanchi morti e non abbiamo voglia di niente, quindi montiamo le tende e ci prepariamo un frugale pasto. Dopo mangiato ci scambiamo le impressioni della giornata ma subito ci addormentiamo nonostante l'imperversare della tempesta che con la sua pioggia ci accompagna per tutta la note.

Al mattino, al primo albeggiare, poniamo le nostre testa fuori delle nostre tende osservando le lepri che escono dalle loro tane; il freddo intenso congela le nostre narici ma quando dai monti sorge il sole ci regala un certo tepore. E' l'ora di partire. Camminiamo volgendoci spesso all'indietro a guardare la laguna che va perdendosi tra il paesaggio e le pietre che sono i suoi solitari compagni.
Raggiungiamo la strada carrabile e continuiamo la marcia con continui saliscendi che bordeggiano i monti. All'improvviso, all'uscita di una curva, ci compare un branco di vicugne che noi rimaniamo estasiati a contemplare mentre si allontanano correndo sulla montagna che abbiamo di fronte. Ogni tanto le vicugne si  fermano, ci guardano e poi riprendono la corsa sparendo dietro la montagna. A mezzogiorno raggiungiamo un punto dove la strada inizia a salire facendo continui zig-zag. In cima ci attende un panorama spettacolare della Catena del Zenta, con una diversità di colori e rilievi che caratterizzano la sua topografia. Dopo una breve sosta per un sobrio pranzo continuiamo raggiungendo il paesino di Pucarà con gli orticelli dei suoi abitanti che producono tutte le verdure di cui hanno bisogno: è un'oasi verde in mezzo ai monti. Qui riposiamo un poco per consumare le nostre ultime provviste bevendo gazzose che sono vendute in una casa vicina. Finalmente riposano anche i nostri piedi ormai agli estremi. Riprendiamo la camminata sotto il sole e dopo due ore cominciamo a riconoscere la Penas Blancas una formazione collinare posta  ad est della città di Huamahuaca : i nostri animi cominciano a sollevarsi.
Con gli ultimi raggi di sole raggiungiamo Humahuaca. Alloggiamo all'hotel International dove una salutare doccia ci rigenera e dopo aver assaporato una calda cena ci ritiriamo a riposare stanchi ma contenti della nostra avventura.


Per realizzare questo circuito trekking è necessario essere acclimatati all'altura: il turista deve stare almeno 2 giorni nella città di Humahuaca camminando.

Si può fare lo stesso percorso a cavallo,  questo non  richiede molto sforzo ma richiede lo stesso un acclimatamento.

E' possibile fare immersioni nella Laguna de Leandro con un istruttore specializzato.

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