Nord-Est Argentina
un trekking che parte da Humahuaca alla ricerca
della Laguna de Leandro che si trova a 4.000 metri di altezza:
un passaporto per la solitudine.
Nessuno può
immaginare che nella pre-cordigliera salto-jujena, in un posto
meraviglioso in mezzo alle montagne a 4.000 metri sopra il livello del
mare, esista uno specchio d'acqua come la Laguna de Leandro. Questa si
trova a 30 chilometri dalla città di Humahuaca, da dove inizia questa
avventura.
Entreremo nella sua
misteriosa e attraente leggenda, goderemo del paesaggio della quebrada
e dei pittoreschi monti colorati con un viaggio nel cuore di una
natura apparentemente inospitale.


E' mezzanotte, ora giusta degli incanti,
per le apparizioni e le leggende sui fantasmi che vivono in
questi luoghi. Si sale in auto a Ronque, piccolo paesino montano
composto da una chiesa, da una scuola e alcune casette sparse.
Qui finisce la strada e comincia un angusto cammino.
Ronque deve il suo nome all'abbondanza di pietre di Tamano.
La notte in montagna ci obbliga ad
accorciare il passo, l'altura comincia a far sentire i suoi effetti e
il freddo aumenta progressivamente. Dopo due ore di cammino decidiamo
di accovacciarsi in una depressione del terreno per proteggersi dal
vento: li improvvisiamo un accampamento e ci addormentiamo
contemplando l'immenso cielo pieno di stelle.
Al mattino ci
svegliamo con il freddo addosso quindi dedichiamo alcuni minuti ad una
ginnastica riscaldatrice. Dopo facciamo colazione con una frutta e
proseguiamo il cammino.
Camminando lungo la costa del monte arriviamo a un puesto: rustica
costruzione che costituisce rifugio ai pastori.
Il sole inizia a colpirci con i suoi raggi: parlando molto poco e
camminando molto arriviamo in cima alla montagna.
Riposiamo in un largo spazio da dove si osserva un panorama di tutto
il tragitto che abbiamo fatto e di quello che ancora ci aspetta: ci
troviamo a circa 3.800 metri.
Davanti ai nostri occhi un attraente paesaggio con tutta la sua
selvaggia natura mentre una fredda brezza, asciugando il nostro
sudore, ci fa rabbrividire.
Tutta la mattina trascorre così, camminando sulle falde delle
montagne in mezzo a yaretas, a molte piante spinose e pietre di tutti
i tipi ma non ci appare
ancora la Laguna de Leandro. Siamo tutti stanchi e ansiosi, i piedi
quasi non ci rispondono più. Dopo mezzogiorno arriviamo su una cima
da dove ci appare, quasi un miraggio,
una punta d'acqua che riflette la luce del sole. Scattate
alcune foto iniziamo a scendere velocemente, dimenticando la fatica e
presi dal desiderio di arrivare.
La Laguna de Leandro
ha una infinità di leggende: da quella che vi sia nascosto un tesoro
all'apparizione di due cavalli bianchi che nessuno riesce mai a
raggiungere.
Effettivamente è una Laguna veramente speciale con una aureola di
mistero: basta pensare che trovandosi a 4.000 metri non manca mai
l'acqua e si possono pescare trote e cacciare anatre. Ha una attraente
forma a otto in mezzo a montagne prive di alberi e cactus.
Poniamo l'accampamento vicino al torrente che alimenta la laguna e
finalmente mangiamo bevendo, a sazietà, l'acqua limpida del
torrente!!!
In serata ci dedichiamo alla sistemazione del campo, mentre alcuni
cercano un po' di legna noi accendiamo il fuoco. Come combustibile
usiamo paglia secca e tola, l'unico arbusto che cresce a questa
altura.
Una sobria cena, che a noi sembra un pranzo, rifocilla le nostre
stanche membra.
Il tempo di stare un po' a cantare che il cielo si e'
oscurato per cui decidiamo di andare a dormire al riparo delle nostre tende e
nei nostri sacchi a pelo.
Ci alziamo al mattino
quando il sole è già alto poiché se ci fossimo alzati troppo presto
saremmo morti congelati.
Una volta alzati sentiamo ancora freddo e per scaldarci decidiamo di
fare il giro della laguna in compagnia delle anatre che volano sopra
le nostre teste.
Dopo il giro torniamo al nostro accampamento per prendere un tè bello
caldo con dei biscotti.
Poi smontato l'accampamento e preparati i nostri zaini, a mezzogiorno
partiamo lasciando la Laguna de Leandro dirigendoci alle case di
Chorcàn.
Lasciando alla sinistra una
collina che si affaccia sulla laguna arriviamo alla apacheta che corona
l'insenatura.
Lì facciamo una offerta alla Pachamama perché ci assista durante il
viaggio. È un luogo unico, con un sentiero poco transitato da quelli
che vengono da Humahuaca diretti a Chocaràn. Attraversiamo una
piccola valle dove
pascolano dei lama che ci guardano passare e tranquilli posano per
alcune foto.
Seguiamo il sentiero respirando e godendo di quell'aria pura che ci ha
accompagnato per tutto il viaggio.
Arriviamo a Chorcàn alle ore 14.00 ci mettiamo all'ombra perché il
sole sta picchiando con tutte le sue forze sulle nostre teste. Dopo un
breve riposo percorriamo la strada del paesino dove l'unica
costruzione in pietra è la scuola, le altre casette sono di adobe con
tetto di legno e paglia. Parliamo con alcuni abitanti e compriamo un
pane circolare cotto al forno a legna che mangiamo insieme a del riso
poco condito.
Lasciato Chocoràn
partiamo per Aparzo, altro paesino agreste della precordigliera. Lungo
la strada incrociamo una specie di mesada dove si trova un campo da
pallone: ci viene naturale pensare come sia possibile giocare una
partita a 3.600 metri di altezza!!
Arriviamo ad Aparzo alle ore 17.00 e ci accomodiamo in una casa,
vicino alla chiesa, dove ci offrono acqua bollente con la quale
facciamo un ricco caffè. Dopo un breve riposo proseguiamo per
raggiungere un'altra laguna della cui ubicazione chiediamo
informazione alla gente del luogo. Ci vogliono tre ore di cammino
raggiungiamo la Laguna de Aparzo. Questa è più piccola di quella di
Leandro ma anche questa è abitata dalle anatre che ci salutano con il
loro qua qua qua ……
Montiamo l'accampamento in una zona alta perché sta arrivando una
tempesta. Tutti siamo stanchi morti e non abbiamo voglia di niente,
quindi montiamo le tende e ci prepariamo un frugale pasto. Dopo
mangiato ci scambiamo le impressioni della giornata ma subito ci
addormentiamo nonostante l'imperversare della tempesta che con la sua
pioggia ci accompagna per tutta la note.
Al mattino, al primo
albeggiare, poniamo le nostre testa fuori delle nostre tende
osservando le lepri che escono dalle loro tane; il freddo intenso
congela le nostre narici ma quando dai monti sorge il sole ci regala
un certo tepore. E' l'ora di partire. Camminiamo volgendoci spesso
all'indietro a guardare la laguna che va perdendosi tra il paesaggio e
le pietre che sono i suoi solitari compagni.
Raggiungiamo la strada carrabile e continuiamo la marcia con continui
saliscendi che bordeggiano i monti. All'improvviso, all'uscita di una
curva, ci compare un branco di vicugne che noi rimaniamo estasiati a
contemplare mentre si allontanano correndo sulla montagna che abbiamo
di fronte. Ogni tanto le vicugne si
fermano, ci guardano e poi riprendono la corsa sparendo dietro
la montagna. A mezzogiorno raggiungiamo un punto dove la strada inizia
a salire facendo continui zig-zag. In cima ci attende un panorama
spettacolare della Catena del Zenta, con una diversità di colori e
rilievi che caratterizzano la sua topografia. Dopo una breve sosta per
un sobrio pranzo continuiamo raggiungendo il paesino di Pucarà con
gli orticelli dei suoi abitanti che producono tutte le verdure di cui
hanno bisogno: è un'oasi verde in mezzo ai monti. Qui riposiamo un
poco per consumare le nostre ultime provviste bevendo gazzose che sono
vendute in una casa vicina. Finalmente riposano anche i nostri
piedi ormai agli estremi. Riprendiamo la camminata sotto il sole e
dopo due ore cominciamo a riconoscere la Penas Blancas una formazione
collinare posta ad est
della città di Huamahuaca : i nostri animi cominciano a sollevarsi.
Con gli ultimi raggi di sole raggiungiamo Humahuaca. Alloggiamo
all'hotel International dove una salutare doccia ci rigenera e dopo
aver assaporato una calda cena ci ritiriamo a riposare stanchi ma
contenti della nostra avventura.

Per realizzare questo
circuito trekking è necessario essere acclimatati all'altura: il
turista deve stare almeno 2 giorni nella città di Humahuaca
camminando.
Si può fare lo stesso
percorso a cavallo, questo
non richiede molto sforzo
ma richiede lo stesso un acclimatamento.
E' possibile fare
immersioni nella Laguna de Leandro con un istruttore specializzato.
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